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Collana I giardini della minerva
a cura di Maurizio Cucchi

 

sezione prima
Genesi, preludio o annunciazione

novella prima o della morte per amore

Quando scoprì che la cagna era incinta
morì dal dolore.

L’amava come si ama una donna,
il figlio non era il suo.
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Se un giorno mi perdonerai
per essere morto, senz’avvisarti
animale selvatico ti restituirò
quel bacio e faremo finta che io viva ancora

perchè anima mia, lama di coltello
l’amore non c’avrebbe salvato
l’amore mette le ortiche nelle mutande

sezione seconda
Eterea

glory hole

siedi con me, cosa vuoi che
importi
se la morte ti germoglia sulle mani
o sul viso
io ho il nulla sul letto
e sbadiglia ed ingoia rumore

cosa vuoi che importi sotto il sole (?)
la vita è graziosa
noi avemmo il privilegio di non
durare
ricordi? qualcuno fecondò quelle tue
terre come fosse
un arcangelo

VII. epilogo

l’alba mandava la notte in frantumi.
Io ti dirò quanto il sole è stato un’offesa,
un tumore big bang dove i mondi
tornarono ad essere
nessuno ci aveva avvisato
noi non siamo ancora pronti
non lo saremo, madre

la porta è aperta, il gallo vomita le teste

 

sezione terza

Tentativi di requiem

 

 

– correremo nell’acqua nel nome del padre

ed io avrò nove anni –

Il sonno c’aveva abituato alla morte
discesero salmonelle celesti.

mai viste tarantelle tanto cupe
o tanto lente

si scendeva nel lago, gli uomini e le bestie
io e il mio cane Alzheimer e la famiglia,
c’erano tutti,
il grassone si torceva nell’erba, la tigre gli strappava
pezzi di carne

Per arrivare al passato il cammino è immenso
questa è patria di finitudine
i bambini tiravano calci e scappavano
un uomo disegnava un altro uomo
nell’erba

e poi tu passavi, indossavi altre facce
e altri nomi,
io vorrei insieme a te sparire nella luce

vorrei dormire nel cotone
dei tuoi occhi
eternamente

– figli miei, voi avrete la fortuna di assistere a un’apocalisse
significherebbe assistere al compimento,
all’amore dell’amore –

uomini vivi o uomini sognati
questo è il rifugio che Dio stava preparando per noi,
uomini e bestie
oppure è il tanfo della natura che si rigenera
o ancora si tratta del nulla, quello con cui i poeti
vanno fuori a giocare

se solo sarete coscienti, abbiatene cura