LA POESIA NEL POSTMODERNO?

Nota su Maria Luisa Spaziani

di Marco Gatto

La riflessione poetica di Maria Luisa Spaziani ha conosciuto, nel suo cammino speculativo verso l’attraversamento delle tecniche novecentesche, punti di stasi e di autoriflessione. Sebbene in ogni libro della poetessa torinese – la più montaliana, musa ed epigona che mai ha ripudiato, nutrendola di nuovi e voluttuosi connotati, la sua discendenza dal genovese – siano presenti pensieri istantanei sulla poesia e sul suo stato di arte ridotta al dimenticatoio. Possiamo da subito pensare a La stella del libero arbitrio, testo «riassuntivo e ri-epilogativo», come a uno di questi puntelli, per riassumere la necessità di un consuntivo e constatare il lento declino delle possibilità poetiche. Così è pure da intendere, mi sembra, il recente La luna è già alta, se non fosse che ad entrare in ballo è un atteggiamento espressivo e filosofico nei confronti non solo del mondo poetico, ma del fenomeno postmoderno tout court (e, come vedremo, non è sufficientemente chiaro quale sia il quadro delineato dalla Spaziani a proposito di quella che per alcuni è una parentesi della modernità e per altri una vera e propria rivoluzione epocale).Nel libro della Spaziani rientrano riflessioni d’ordine metastorico, calate nel testo poetico attraverso uno sguardo soggettivo più votato al canto leopardiano che alla rapsodica commistione di immagine e figurazione filosofica, benché gran parte delle poesie della parte finale facciano riferimento a un ideale di “filosofia figurata”… Leggi qui l’intero contributo.

Si ringrazia per la gentile concessione la “Aljon Editrice”.   Per il numero cartaceo della rivista; per abbonarsi, scrivere a : redazione@aljoneditrice.it

Nell’ambito della collaborazione tra LietoColle ed il Musagete sono riportati  gli Autori che la Rivista “Il Fiacre” ha trattato nel corso degli anni