23 Aprile Giornata Mondiale del Libro

un libro per me è un’opera organica composta da cellule vive, come lo sono le parole, e gli strati biologici e filologici che le compongono. I libri vengono tra le mie mani come un popolo che mi consegna eredità e polpe. Mi accompagnano nei viaggi, nei pensieri, nel corso del mio fiume.

Ne scelgo qualcuno tra la mia costellazione, a caso, senza fare gerarchie e classifiche, così come capita. Ognuno è nato dagli eroismi di piccole case editrici che malgrado tutto riescono ancora a gettare semi intensi nel chiacchiericcio.

1)   Luigi Manzi,Fuorivia, Edizioni Ensemble, Roma, 2013.

Un’opera poetica di alta tensione e concentrazione, con qualità eccellente e colta maturità, scritta da un artista esemplare nella sua interezza. Porge la visione con densità drammatica e significativa.

2)   Achille Serrao, Disperse, I libri del Quartino, Albenga, 2008.

Avrei potuto scegliere altre opere del mio caro amico, che aveva l’ostinazione, come me, di pubblicare per piccole case editrici, per fierezza, libertà, e un certo sprezzo per gli onori e i commerci del palazzo. Mi mandò questo libricino a Pasqua dello stesso anno, con i deliziosi disegni di Lia Zucconi,  e con una lettera affettuosa. Lo recensì apprezzando la sua lingua di Caivano, e privilegiando tra tutte Na casa acconcia, che chiudeva luminosamente il libro.

3)    Franco Scataglini, Rimario Agontano (1968 – 1986), a cura di Franco Brevini,Scheiwiller, 1987. Dopo il nostro incontro a Corciano, discutendo sul dialetto, rimasero in me molte sue parole in una condivisione armonica. E questa piccola bibbia continua a attraversarmi. Per questo maestro ho lavorato, scrivendo e organizzando incontri. Il suo canto anconitano molto si intreccia con un’altra figura magistrale della stessa regione marchigiana: Mario Giacomelli.
4)    Antonella Anedda, Residenze invernali, Crocetti, 1992
Preziosa questa nascita poetica di Anedda: uno dei suoi più intensi e originali lavori, in cui la coscienza dolente porge una visione lucidissima di bellezza terribile. Tra le creature del quotidiano, abissi e traiettorie.
5)    Ida Vallerugo, Figurae, Circolo Culturale di Meduno, 2001
Una delle voci più libere e spiccanti della poesia contemporanea. Rincorsa e pubblicata da quello straordinario cuore di poesia che era il circolo Culturale di Meduno, al cui
coordinamento editoriale c’era Giulia Calligaro, Luigi Bressan, il grande Amedeo Giacomini e Gian Mario Villalta.  Poesia in dialetto nel segno del femminile che recupera interamente l’animalità energica dell’espressione linguistica coniugata alla natura.
6)    Victor Cavallo, Ecchime a cura di Paola Febbraro, Stampa Alternativa, 2003
Anche questo è un libro prezioso, dentro cui trovo le mani di Paola Febbraro che si è votata per portarlo alla luce in onore e amore all’amico scomparso. Al progetto ho collaborato in piccolissima parte e molto alla sua diffusione.Victor è stata un personalità di una ricchezza straripante e multiforme, liberissima e vocata in assoluto alla poesia. La punta ignea della sua penna e della sua vita cantano insieme con ironia disincantata e, malgrado tutto, innamorata.
7)    Amelia Rosselli, Impromptu, Edizioni S.Marco dei Giustiniani, 1981.
Di questa edizione sono state stampate 65 copie contenenti un’acquaforte originale del pittore Franco Guccione, numerate e firmate. In un’intervista rilasciata, Amelia Rosselliscrive a proposito di questa opera: non mi sono decisa a riscrivere è capitato dopo una lettera dei versi della Bachmann e di un canto di Dante…faticoso ma l’ho scritto in una mattinata – situazione completamente diversa dal solito – trovandomi in una grande difficoltà di vita ho scritto qualcosa che voleva essere un pochino oscura ed estrema nello stesso tempo. C’è qui un ansia di significazione che potenzia la parola estraniandola da un quotidiano uso, destabilizzando l’occhio lettore, rifondandolo in un nuovo mondo. Non potevo non citare Amelia Rosselli, maestra, orecchio assoluto, tragica e purissima.
8)    Assunta Fininguerra, Scurije, Lietocolle, 2005.
Mi consegnò il libro a Orvieto il 2 dicembre 2005, in una serata che organizzai in suo onore. Anche qui l’esplosione del dialetto rompe il telaio e i fili del canto diventano forze tentacolari, ignee, sconvolte e sconvolgenti che irrompono e disordinano e bestemmiano rivendicando la pienezza e l’amore. E’ il femminile di Cecco Angelieri riversato in terra dopo un’estenuante danza tragica.
9)    Raymond André, Rue desEtrangers, a cura di Antonio Alleva e Patrizia Vernisi, Il Ponte del Sale, 2014.
Anche questa un’opera postuma, portata a braccia da un prezioso amico poeta e dalla compagna di una vita. Un libro di pregio che conduce direttamente all’alveo della libertà geniale. Un poeta franco belga con radici e cuore italiano che si sporge con verticale originalità estraneaad ogni mercato.
10)    Giulia Niccolai, Poemi&Oggetti, Le Lettere, 2012
Come entrare in un lunga imprevedibile prospettiva che attraversa la poesia del secondo novecento scritta con mano femminile da una delle più eversive e sacre poete contemporanee. Imprescindibili sono le sue note, poiché aprono luci esistenziali, propri laboratori di pensiero e di estetica, scorci relazionali con figure letterarie storiche. L’apporto introduttivo di Milli Graffi sostiene la lettura, contestualizzando con rigore e motivazione  i passaggi poetici di Niccolai. Un libro così è necessario per rientrare oggi nel lavoro del gruppo ’63, in personalità vulcaniche come Adriano Spatola.
11)    Maria Grazia Lenisa, Erotica, Forum Quinta Generazione, 1979
Una poeta che deve tornare alla luce per la sua forza eversiva, di energia sensuale, erotica, nel segno pieno del femminile. E’ necessario riprendere tutta la sua arte e rimetterla in evidenza per la qualità, l’ironia, il recupero del mito reinterpretato con maturità e stile. Intenso carteggio e stima mi legano a Maria Grazia Lenisa. Ma propongo quest’opera anche per ricordare l’orma di una casa editrice che molto ha fatto nel panorama editoriale italiano. Diretta da Giampaolo Piccari, con collaboratori di elevatura come Elia Malagò.
Sarebbe interessante approfondire le motivazioni dell’estinzione di una casa editrice come Forum.
12)    Roberto Roversi, L’Italia sepolta sotto la neve, parte seconda, Pendragon, 1993
Ancora un altro maestro colto dal ventre della neoavanguardia. Lo ricordo dietro un tavolo della sua libreria, segnata io dall’ammirazione per la sua testimonianza di militanza contro la giostra della grande editoria, battendo una moneta altra. A leggerla ancora la sua vita e la sua poesia fuse in una sola, unica, esemplare testimonianza.
13)    Aldo Capitini, Colloquio corale, L’Ancora del Mediterraneo, 2005
Vi porto uno dei miei più cari maestri che semina in canto la compresenza dentro cui vivi e morti hanno identica voce. La sua vocata fede intensiva alla pace sconvolge la cultura di tutte le bolge, da quella dogmatica clericale, a quella dei poteri universitari, letterari, politici, eonomici… Una delle più straordinarie energie poetiche contemporanee, fratello di tempie e di cuore dell’altro grande perugino Walter Binni.

Tredici. Ma avrei potuto continuare infinitamente, perché infinite sono le vie maestre. Ma queste tredici vie maestre hanno il potere di impegnare in tredici soste. Basterebbero per abitare sedentari, studiando le loro chiome e le loro radici.

Anna Maria Farabbi