Ti saluto, o mia sconfitta,
te e la vittoria amo ugualmente;
sul fondo del mio orgoglio – è l’umiltà,
e la gioia e il dolore – tutti in uno.

Sulle acque chete, nella placidità
di una chiara sera, vaga ancora una nebbia;
nell’ultima crudezza è immensa tenerezza,
e nel divino vero – un divino inganno.

Amo la mia disperazione smisurata,
a noi è data la gioia nell’ultima goccia.
E soltanto una cosa io qui so con certezza:
bisogna ogni calice berlo – fino in fondo.

foto: Gertrud Obermajer-Fuoco da lontano

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