Per lunghe ore ho guardato gli oggetti
delle tua stanza
tra i quali non c’era posto per i
miei biglietti d’amore.
Così – mentre i tuoi occhi carezzavano lieti
le fotografie di qualche anno prima,
quei dischi tante volte ascoltati,
tutto ciò cui ero illegittimo – io sentivo
di appartenere al vento che fuori dalle imposte
frantumava il cespuglio dei fiori
e invocavo il suo algido furore per travolgere
dall’interno la tua eletta beatitudine.
Poi, come una mano che si oppone al pericolo,
prendendomi accanto hai ripetuto, ripensandolo,
un verso che ti avevo regalato.

foto: Simona Forte-At the window

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