Voglio un vestito rosso:
lo voglio leggero e dozzinale
lo voglio troppo stretto e indossarlo
finchè qualcuno me lo strappa via.
Lo voglio smanicato e senza schiena,
quest’abito, che nessuno debba indovinare
ciò che nasconde. Voglio passare giù
in strada oltre Thrifty e il ferramenta
con quelle chiavi in vetrina scintillanti,
oltre i signori Wong che nel loro caffè
vendono ciambelle stantie, oltre i fratelli Guerra
che scaricano maiali giù dal camion sul carrello
issando sulle spalle i grugni lucidi.
Voglio camminare come fossi la sola donna
sulla terra e potessi avere la mia chance.
Voglio quel vestito rosso sconveniente.
Lo voglio per confermare
i vostri peggiori timori su di me,
per mostrarvi quanto poco m’importa di voi
o del resto, eccetto quel che voglio.
Quando lo troverò, togliero quest’abito
dalla sua gruccia come se scegliessi un corpo
che mi trasporti in questo mondo, attraverso
i vagiti e i gemiti d’amore,
e l’indosserò come ossa, come pelle,
sarà lo stramaledetto vestito
in cui mi seppelliranno.

foto: Sandra Jawad-Triangle 1

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