Mia figlia nostra madre della speranza
vivi per consentire la replica vana
alla radice dei giorni in inversione
regredendo come l’hirundo
torna nelle stagioni migrazioni
in una delle due terre non sue
l’osservazione del pendolo del tuo piede caduco.

Così ti coglierei nell’attimo in cui
dal sillabare in sintonia col percorso degli occhi
le parole trasmuti del libro
nelle tue metamorfosi animali
sebbene l’integrità rivendichi
che violo per raggiungerti
nel volitare degli abiti di scena.

foto: Yanni Floros-Black magic

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