Ci vuole un grande poeta per immergersi nella parola di Pasolini, lasciandosi alle spalle la sua drammatica vicenda umana e le interpretazioni sociali e politiche che solitamente tengono banco quando si parla di questo autore. Il poeta premio Viareggio 2012 Pierluigi Cappello, friulano di Chiusaforte, ci introduce a “L’usignolo della chiesa cattolica”, la prima raccolta di versi di Pier Paolo Pasolini, “una pietra dura che poi una volta scalfita apre in tutte le direzioni poetiche che Pasolini condurrà e prenderà”. I versi dell’Usignolo nascono da una ferita, una lacerazione profonda che si fa domanda sul come vivere la vita, sospesi tra il limite della nostra corporeità e il nostro desiderio di infinito, tra angoscia e meraviglia.

Insieme a “L’usignolo della chiesa cattolica” di Pier Paolo Pasolini, anche “Il bambino bruciato” di Stig Dagermann e il grande classico francese “Nôtre dame de Paris” di Victor Hugo. Per i classici Eraldo Affinati racconta “Incendi” di R. Ford e per le novità Maria Agostinelli “Almanacco degli accidenti” di Ştefan Agopian.

 

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