(di Rosa di Zeo)

SORORITÀ (edizione LietoColle, Faloppio, 2014 – Como)  è il titolo dell’ultimo lavoro poetico di Claudia Iandolo, ispirato al ricordo di un’amica scomparsa prematuramente.
Laureata in lettere classiche, insegna nei licei. Numerose sono le sue pubblicazioni con case editrici di Avellino, Bari, Milano. I generi sono vari: teatro, narrativa, testi per musiche d’autore ( maestro Gianvincenzo Cresta) e poesia.
Con l’opera Alia ed. Tracce – Pescara è risultata finalista al Premio nazionale “Città di Penne” 2012 (Pescara)

Si propongono di seguito alcuni versi da SORORITÀ,caratterizzati da una brevità che è concentrazione di forti emozioni, esperienze e soprattutto affetto profondo e struggente ricordo per un’amica perduta. Mai si cade nel patetico, perché, per la Nostra, essere morti consente il paradosso di “viaggiare di possibilità” , tutte le possibilità!

[…]

si deve essere morti
al qui e ora
e viaggiare di possibilità

E ancora il verso si apre ad una richiesta che sembra una preghiera: il dono di un tempo senza affanni, ricco di sogni realizzabili, che non possano essere cancellati dalla realtà tante volte deludente e amara.

[…]

manda al solito indirizzo
tempo che non ci affanni

ora che ti affacci su scale sospese
mandaci lune come perle da infilare
e sogni che non franino al mattino

Tre parole per uno stato d’animo quasi salvifico:

[…] forse lo stupore

Miracolo di una religione laica e primordiale, che appartiene a tutti gli uomini, che afferma e pretende il diritto di una vita trasformata, mai azzerata, perché chi passa lascia scie come luci.                La poetessa inizia una lirica con questa metafora: “i fotoni liberi”, liberi come dovrebbero essere uomini e donne, ribadendo la necessità della libertà nel verso successivo: “ e come te imprendibili”.

Infine, per intero, una breve e bellissima lirica, che, col coraggio e la lucidità particolare della mente femminile e della poesia sincera, richiama alla costruzione intelligente del mondo (v. ultimo verso)

sorella di respiro
e di libero arbitrio

dal tuo non luogo
alle mie separatezze

il mondo, lo sai,
è quello che hai in testa

L’intera composizione appare come una summa, perfettamente riuscita nell’indicare  il senso vero tra un “respiro” dettato dall’istinto e il “libero arbitrio” che è responsabilità tutta umana di scelte etiche e ragionate, ma alleggerita dallo sguardo veritiero sul percorso della vita, sia esso lungo o breve. Ciò che conta non è tanto la durata del percorso, ma lo spessore e la passione che ci accompagnano.

La densità di questa breve e leggera lirica, profonda e senza enfasi, ha un equilibrio raro e ricco:  una poesia esemplare, perché dice senza dichiarare, insomma un parlare pudico, essenziale. Quanto bisogno abbiamo di verità vitali e non dogmatiche! E in tanta volgarità che il mondo (soprattutto quello della comunicazione crassa!) ci propina, riavviciniamoci all’arte, in tutte le sue forme, all’essenza dell’esistere e anche al senso della fine del nostro esistere, che lascerà comunque un’impronta, di chi è stato e di chi ancora ricorda i propri affetti.

Grazie Claudia.

fonte: quotidiano OTTOPAGINE , 7 settembre 2014