200px-Diego_Velázquez_0411. Se l’utopia della poesia contemporanea è stata soprattutto quella éluardiana del «pouvoir tout dire», si capisce immediatamente come il canone tematico e formale infinitamente inclusivo della poesia modernista renda difficilissimo il compito, nello spazio dei possibili letterari, di realizzare da un lato e individuare dall’altro quelle pratiche di scrittura poetica che possano dirsi effettivamente
comiche(1). Anche perché, se il comico in poesia è stato, per i secoli addietro, quasi solo un genere strutturalmente vicario, la cui funzione era anzitutto di contestazione del monopolio della legittimità
letteraria e del potere di consacrazione dei produttori e dei prodotti da parte di appartenenti alcampo letterario che esibivano un capitale simbolico alternativo a quello mainstream(2), lasfrangiatura delle regole deontologiche di redazione della testualità poetica avvenuta a partire da una certa data complica enormemente le cose… continua in LA SOPRAVVIVENZA DEL COMICO