Meglio non dire nulla.
Sarebbe inutile: è già passato.
Fu una scintilla un istante. Accadde.
Io accaddi in quell’istante.
Forse anche lei lo fece.
Succede con le poesie:
finiscono per condensarsi le forme
nei nostri occhi come il vapore
su un vetro gelato;
le forme, e le ferite.
Chi costruisce il testo
ne sceglie il tono, lo scenario,
dispone prospettive, inventa personaggi,
propone i loro incontri e gli detta gli impulsi,
ma la ferita, no: la ferita va innanzi.
Non inventiamo la ferita, andiamo
da lei e la riconosciamo.

foto: Francesco Romoli-Postcards from the future 1

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