Esseri svincolati dalle leggi della speranza hanno fermato il tempo con impronte didevastazione, nessun dato anatomico, nessuna cenere piovuta dai“camini”, ci restituirà quei pensieri, quel dolore universale. Marzorati mette a nudo l’allucinazione dei campi di sterminio, il vilipendio dell’anima umana col dolore della “nulli ficazione”; lo fa con versi di grande bellezza, prodigiosa luce e linguaggio straodinariamente musicale. Non sbagliamo a chiamare queste poesie arte della memoria e non arte dell’accusa. Il ritratto d’amore coglie il legame che unisce ogni cosa, trascende la fisicità, la vita terrena, diventa messaggero cosmico; anche nel dolore annichilente, Marzorati trova sempre uno spiraglio perché la realtà in questo caso infernale, contiene magicamente, una possibilità di” volo verso il cielo”. La poesia ( e questa è sublime) forse non darà soluzioni e neppure rivoluzione umana, ma registra fedelmente la profondità dell’animo umano e ci sollecita a riflettere su cosa è stato, e cosa continua ad essere la barbarie, il potere… padre scellerato della violenza e del sopruso.

Ivano Malcotti
Treblinka

Una cava – fogliame – alberi fitti –
gole occulte e canore in ogni macchia –
aghi di pino a coltre su rotaie

 

 

Gli innamorati

in memoria dei coniugi Meserek

Arenaria e menhir – dolmen al centro –
rivestono lo slargo
di funebri adunate
ma se avanzi s’attenua la memoria
accresce la pietà –
Rievoco la coppia innamorata
di cui poco fu scritto
Lui incirconciso – Lei ebrea di Schönbrunn

A sé avocò le insegne di re Davide
per seguirla a Terezin – Ogni varco
vide poi qui sprangarsi verso l’Ade
Orfeo vivo – Euridice sciolta in fumo

I carnefici lo dimenticarono

Si unì per riabbracciarla ai rivoltosi
in quell’agosto del ’43
dimenticate tra Warszawa e il Bug

 

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