Una donna che scrive troppo
è sensibile e sensuale,
quali estasi e portenti!
Come se mestrui bimbi ed isole
non fossero abbastanza; come se iettatori pettegoli
o ortaggi non fossero già abbastanza.
Crede di poter prevedere gli astri.
Nell’essenza una scrittrice è una spia.
Amore mio, così sono io ragazza.

Un uomo che scrive è troppo colto e cerebrale,
quali fatture e feticci!
Come se erezioni congressi e merci
non fossero abbastanza; come se macchine galeoni
e guerre non fossero già abbastanza.
Con un mobile usato costruisce un albero.
Nell’essenza uno scrittore è un ladro.
Amore mio, tu sei maschio così.

Mai amando noi stessi,
odiando anche le nostre scarpe, i nostri cappelli,
ci amiamo preziosa, prezioso.
Le nostre mani sono azzurre e gentili,
gli occhi pieni di tremende confessioni.
Ma quando ci sposiamo
ci abbandonano i figli, disgustati.
Il cibo è troppo e nessuno è restato
a mangiare l’estrosa abbondanza.

foto: Elvio Bartoli-Cimitero monumentale

[button link=”http://www.lietocolle.com/cms/?page_id=4631″ color=”orange” size=”small” target=”_self” animation_type=”0″ animation_direction=”down” animation_speed=””]ARCHIVIO[/button]