Eri la terra, a volte lo sapevo,
sulle tue labbra bevevo l’angoscia delle fontane
sgorgante da pietre calde, e l’estate
dominava lassù pietra felice e bevitore.

Ti dicevo di mirto, a volte, e bruciavamo
un giorno intero l’albero dei tuoi gesti.
Grandi fiammate rapide di luce vestale,
così ti inventavo fra i tuoi capelli chiari.

Grande e nulla un’estate ci aveva arso i sogni,
arrochita la voce, cresciuto il corpo, disfatte le catene.
A volte il letto vorticava, una barca alla deriva
che si avvia lentissima verso il centro del mare.

foto: Massimiliano Callari-Tu sei lei 1

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