Colgo questo poemetto di Alba Donati scritto nel 1994 e riproposto in nuova ristampa da Lietocolle.
Sporge immediatamente un’ originale qualità di abbassare il punto di vista, la percezione poetica, a raso terra, tra vivi e morti, tutti soggetti a difficoltà e sofferenza. Il titolo individua il registro del canto e annuncia i protagonisti. Oltre i contadini con i piedi sui campi, ballano anche le impronte degli operai in fabbrica, denunciando male e ingiustizia.
Poesia civile sobria, limpida, matura, attuale, da ridistribuire come lezione di bellezza e pregnanza, oltre ai lettori, anche alle nuove generazioni di poeti.