a Naike

Aprirsi come i giorni nelle ore, ad annos
plurimos, senza fatica. Si vive col pianto
degli appena sopraggiunti al mondo, e poco
gli occhi tengono poco le parole, di noi
nella sufficienza verticale di Milano, nei
corrimano che centuplicano ogni impronta
o nessuna, dove la silenziosa, la vita
forse un’ultima volta ti parla:

Dilatate le palpebre è stato
il buio, dunque la luce.
Era vivere quel momento
soltanto (o tu per favore
solo tu credimi). Dopo,
un infinito arrovellamento
di memoria. Una poesia.

foto: Bodies of Light – Bill Viola

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