Odore di cenere bagnata e terra
fino a quando, entrando, ci assale
il dolce chimico dei miasmi.
Un posto ripudiato, come il resto:
alle tre è buio fuori, colore asfalto
gli alberi, il cielo, le mani unte e gelate
mostrano in alto, dove la copertura
è divelta, appiccicate alle travi
migliaia di api unte e gelate.
In sacchi neri, squarciati, abiti,
resti di scatolame, vetri. Cosa cerchiamo qui?
Con bastoni ammucchiamo aghi
di pino, marce schegge di rami
per camminare fino al dirupo,
prima di andarcene.

foto: Renato Birolli-Fuoco nella notte alle Cinque Terre

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