il sogno, è tutto dire, è dire tutto:
mi srotolo la lingua e, non so bene
se devo vergognarmene, ma ti dirò che mi sto riconciliando, a piccolissimi
passi, con il mondo:
(che mi diventa gradualmente minore il mio nativo
orrore profondo, da qualche tempo in qua, per l’esistente): e che mi sento, con critico
realismo, e con cinismo, parzialmente pacificabile, a lungo andare, e a largo
raggio, con i miei femori, con le mie pulsioni, e con i garofani, l’habeas corpus,
i pompieri, e con Schelling, con Schiller):

è la mia molle pazienza il mio genio:

foto: Synox-Background

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