Stanotte, la prima dalla tua morte,
con te ho passeggiato nel sogno, fratello.
Ancora eravamo a casa, al ruscello orlato
dai cespugli di bacche bianche e rosse.
“Non toccarle – ti dicevo – sono velenose”.
La tua mano esitò, quindi il raggio
di uno strano riso vidi alitare
intorno al tuo capo, e un altro lampeggiò.
Dalle bacche appena ti chinasti: “Ricordi?
Lo chiamammo il Pane dell’Uomo Morto”.
Mi destai, udendo il gemito del vento e il rombo
dell’acqua cupa rotolante sulla spiaggia.
Dov’è il sentiero del sogno per i miei passi impazienti?
Ritto alla proda mi aspettavi.
Le bacche offerte nelle palme…
“Ecco il mio corpo. Prendi, sorella, e mangiane”.

foto: Monica Argiolas-Scintillio leggero

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