Ti ha scelto la primavera, quei giorni
colorati nei diari, per chiudere il cassetto
e andare contromano al sole.
È il corpo che si ferma, così
l’acqua gettata che rallenta piano sul pavimento
il tegamino per il tè sull’angolo del tavolo.
Un senso che ti è venuto a noia
la voglia di non spiegare, i figli lontani
tornati prima del senso di colpa
ti guardano: “poverina”.
Prima la sedia, poi il tappeto
(e se possibile ancora più giù) così accoglienti.
Basta; le briciole di pane sono interrotte
già si erano fatte rade, hai allungato la mano
toccato la terra che ti ha presa
sotto l’ultima mollica, con tutto il tuo silenzio.

foto: Paola Pittori-Dark lady

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