le nostre dita lentamente, e le mani in una struttura
complessa di accelerate solitudini, la concretezza
di una probabilità su nessuna probabilità, il tema
pallidissimo delle braccia. le A delle nostre gambe
divaricate ed il loro modo di scrivere ti scriverò, i rami
senza traiettoria che cadono dalle foglie, gli indumenti
in un pomeriggio di sole bagnati dal vento, le lingue che
ci percuotono la volta piovosa
dei palati, il montaggio terreno
di una sera bianchissima,
i polsi analfabeti che si raccomandano
alla pelle delle labbra, un’opera d’arte mai presa in
considerazione che assume la ben nota forma
della nostra bocca, senza precedenti e lentamente

foto: Angelo Aloisi-Contrasto 1-Arte sacra

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