pensare alla luce come ad un oggetto.
ma l’equivoco è che sia mattina, e tu qui.
io che scrivo sul lato opposto della scrivania,
dove crescono la fermezza dei giorni,
una sedia rotta, un esempio di donna
e lui che scrive levando le pagine dalle parole.
ma questa mattina sale l’obbligo
di pensare alla luce come ad un oggetto
che ti descrive nel sederti di fronte a me,
in quel luogo qualunque dove i vivi preparano una storia
e le parole di lui rivestono le pagine.
è qui che aspettiamo l’attesa, i corpi dileguati
che improvvisamente ti illuminano

foto: Angelo Aloisi-Contrasto 2-Arte contadina

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