Prendi il nero del silenzio, tanto parlare
disinvoglia la nuca, in sé pupilla, palato
di cane, oppure pensa le notti che risbuca
nel gelo il firmamento dei gatti, amore.

Prendi l’alito dell’ansimo nero, così dolce
in punta di lingua, fumo di mosto s’arrotola
sulla fronte, mescola l’osceno e l’assurdo,
cambia di posto, e sia come non detto, amore.

Prendi il volo nero, valica l’altra tua vita,
voltano di fianco i terrori, non gridano più.
Un sorso d’alba, che nausea, è splendido ora
questo barbaglio stanco, mucosa fiorita, amore.

foto: Carmelo Bonanno-Strada statale 1

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