“La cosa importante è che una situazione di prosa, cioè giornalistica, si possa tradurre, con un rispetto maggiore e un’inventiva libera, in poesia”: così Risi sintetizzava il suo rapporto con la scrittura, un metodo di lavoro costante ma non  al riparo da lunghe intermittenze e silenzi. Nel 1970 vince il Premio Viareggio per  la raccolta Di certe cose. Indimenticabili  il suo film Andremo in città  del 1966,adattamento del romanzo omonimo di  sua moglieEdith Bruck, sopravvissuta ai campi di concentramento, e il cortometraggio dedicato ai Fratelli Rosselli, Nastro d’Argento nel 1960. Un’ultima testamentaria sintesi  alle telecamere di RAiCultura,  appena tre anni fa, lo descrive più di ogni altra analisi: “Io sono un privilegiato – disse–  oggi che ho novant’anni, mi posso solo lamentare che la vita diventa breve, ma per il resto mi dico ‘cosa vuoi  di più?’. Non vado più al cinema, ma conosco il cinema. Il romanzo? Conosco il romanzo. So cosa sono i grandi con cui non potevo gareggiare. Ho avuto la possibilità di rompere una realtà e di fare di questa realtà un premio.” Intellettuale  appartato e generoso, Nelo Risi ha pubblicato la sua ultima raccolta di versi, Né il giorno né l’ora, nel 2008… clicca qui per accedere al video