Come un’idiota attraversando la strada
ho paura, rido di me, mi saluto allo specchio,
con un lenzuolo puzzolente,
mi taglio alla radice,
mi sputo, mi esecro.

Come una pianta perseguitata
da voci angeliche
mi sprofondo nella canzone delle ferite,
e mi vendico, mi rinuncio,
mi silenzio, mi ricordo.

foto: Marie Hochhaus-Livin’ 1

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