Un uomo sepolto nelle sabbie dell’esilio
dove senza fiatare sprofondano donne arrossate
e accampamenti di fumate lente,
e una spada ostinata e una sedia in disuso.

Un uomo sepolto lì dove Tarafa offre
un bicchiere di vino, alle fiamme del sole
che lo straziarono.
E va a picco il tavolo dove qualcuno scrisse
forse morirò lontano dalla mia lingua
e Artaud canta immobile su un cavallo bianco.

Allora, quell’uomo è polvere della sua voce.

foto: Michael Manalo-The story teller

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