Qualche volta cammino tardi la notte e
mi fermo davanti a una macelleria chiusa.
C’è una luce sola nel negozio
come la luce in cui il forzato scava il suo tunnel.
Un grembiule pende dall’uncino:
il sangue lo macchia con la mappa
dei grandi continenti di sangue,
i grandi fiumi e oceani del sangue.
Ci sono coltelli che luccicano come altari
in una chiesa buia
dove portano lo storpio e l’imbecille
ad essere curati.
C’è un ceppo di legno dove vengono rotte ossa
ben raschiato – un fiume disseccato
fino al suo greto dove vengo nutrito,
dove profonda nella notte sento una voce.

foto: Ettore Lattuada-Solo una goccia

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