Giorgio-Albertazzi-4Rai Letteratura. Giorgio Albertazzi introduce un ciclo di incontri con i poeti contemporanei a partire da Attilio Bertolucci.  “Quando penso alla poesia, penso sempre al gioco!”, su questa affermazione il dialogo si avvia con la prima lettura di una poesia giovanile di Bertolucci, dal titolo “Settembre”, risalente al ’29.L’accostamento del gioco alla poesia è condiviso anche da Bertolucci: il gioco è manifestazione libera infantile, contrapposta al mondo non libero degli adulti. Riguardo alla sua poesia, Bertolucci afferma di essere sempre vergognoso del suo scrivere versi e parla del suo “sradicamento” dai luoghi dell’infanzia come di una ferita, citando, a sostegno, due scrittori francesi: Barrès e Gide. Sin dall’epoca romantica, afferma Bertolucci, non esiste più un poeta che non si senta ferito, in qualche modo. Nell’ultima parte dell’incontro un giovane legge una poesia scelta: “In tempo di disimpegno”, Bertolucci la commenta sottolineandone e chiarendone l’implicito significato polemico…. continua