Il nostro amore fu un fiume carsico, un Timavo.
Non si snodò in anse tranquille che rallegrassero i campi
d’una fertile valle, non fu fiancheggiato da strade;
né ponti o barche mai l’attraversarono.
Fu il lampo d’una sorgente, il fremito di giovani acque
subito inabissate in una lunga e oscura caverna.
Camminando nei nostri separati deserti,
noi lo credemmo perduto, Invece ci accompagnava,
il nostro fiume sotterraneo e cresceva nell’andare,
puro e potente nel suo alveo sepolto.
Ed ora, ecco, risorge e corre libero alla foce26
sotto un cielo stupito della sua ricomparsa.
In noi riversa la sua piena d’estasi
e il suo canto senza storia, senza stanchezza o delusione:
più bello per il mistero da cui prorompe
e per l’imminenza del mare.

foto: Mauro Bortoluzzi-Sul sentiero Rilke, 2007

[button link=”http://www.lietocolle.com/cms/?page_id=4631″ color=”orange” size=”small” target=”_self” animation_type=”0″ animation_direction=”down” animation_speed=””]ARCHIVIO[/button]