Così smarrito gelava il petto,
ma andavo con passi leggeri.
Infilai nella mano destra
il guanto della sinistra.

Parevano tanti i gradini,
pure sapevo: erano solo tre!
Un fiato d’autunno fra gli aceri
invocava “Muori con me!”

Sono ingannata da un destino
triste, infido, crudele.
Gli risposi: “Caro, caro,
anch’io morirò… morirò con te”.

Questo è il canto dell’ultimo incontro.
Gettai uno sguardo alla casa buia.
Solo in una stanza da letto le candele
ardevano di un lume indifferente e giallo.

foto: Albulena Panduri-Old friends

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