E alla parola grjaduscee, “futuro”, in frotta
sbucano sorci dalla lingua russa
a rosicchiare il pezzetto più ghiotto
della memoria, formaggio coi buchi.
È indifferente dopo tanti inverni, chi o
che cosa è dietro le tende della finestra, in piedi,
e nel cervello non risuona il celeste “do”,
solo il loro fruscio. La vita, a cui non chiedi
come al famoso cavallo, di farsi guardare
in bocca, mostra i denti ad ogni incontro.
Di ciascun uomo non resta che una parte
del discorso. In genere una parte.
Parte del discorso.

foto: Rolan Diapari-Dancing with the sun

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