(…) Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente: lei non ci capirà niente, e io quasi non saprei spiegarle.
Si tratta di arrivare all’ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nati poeti, e io mi sono riconosciuto poeta.
Non è affatto colpa mia.
È falso dire: io penso.
Si dovrebbe dire: mi si pensa.
Scusi il gioco di parole. Io è un altro (…).

foto: Kim Ayres-The poet

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