dal blog I libri de la stanza ascosa  di Leonardo Bizzarri

Pietro Mastri, pseudonimo di Pirro Masetti, nacque a Firenze nel 1868 ed i vi morì nel 1932. Svolse per tutta la vita la professione di avvocato e, nello stesso tempo, compose versi che pubblicò in due distinti periodi. Nel primo, compreso tra il 1892 ed il 1907, il Mastri si dimostò un seguace della poesia pascoliana, sia per i temi trattati, sia per lo stile delle sue poesie. Nella seconda fase, che si delinea tra il 1920 all’anno della sua morte, il poeta fiorentino aggiunse ai suoi versi una visione della vita nello stesso tempo dolente e cristiana.
Opere poetiche

“Frammenti poetici”, Bocca, Roma-Firenze-Torino 1892.
“L’arcobaleno”, Zanichelli, Bologna 1900 (1920).
“Lo specchio e la falce”, Treves, Milano 1907.
“La meridiana”, Taddei, Ferrara 1920.
“La fronda oscillante”, Bemporad, Firenze 1923.
“La via delle stelle”, Alpes, Milano 1927.
“Ultimi canti”, Treves-Treccani-Tumminelli, Milano-Roma 1933.

Presenze in antologie
“Dai nostri poeti viventi”, 3° edizione, a cura di Eugenia Levi, Lumachi, Firenze 1903 (pp. 235-245).
“Antologia della lirica italiana”, a cura di Angelo Ottolini, R. Caddeo & C., Milano 1923 (pp. 400-401).
“Poeti d’oggi: 1900-1925”, 2° edizione, a cura di Giovanni Papini e Pietro Pancrazi, Vallecchi, Firenze 1925 (pp. 17-123).
“Le più belle pagine dei poeti d’oggi”, 2° edizione, a cura di Olindo Giacobbe, Carabba, Lanciano 1928 (vol. 5, pp. 20-35).
“La nuova poesia religiosa italiana”, a cura di Gino Novelli, La Tradizione, Palermo 1931 (pp. 248-254).
“Antologia della lirica contemporanea dal Carducci al 1940”, a cura di Enrico M. Fusco, SEI, Torino 1947 (pp. 181-184).
“Antologia della lirica italiana. Ottocento e Novecento”, nuova edizione, a cura di Carlo Culcasi, Garzanti, Milano 1947 (pp. 211-214).
“La lirica moderna”, a cura di Francesco Pedrina, Trevisini, Milano 1951 (pp. 540-545).
“Un secolo di poesia”, a cura di Giovanni Alfonso Pellegrinetti, Petrini, Torino 1957 (pp. 226-229).
“L’antologia dei poeti italiani dell’ultimo secolo”, a cura di Giuseppe Ravegnani e Giovanni Titta Rosa, Martello, Milano 1963 (pp. 163-168).
“Poeti simbolisti e liberty in Italia”, a cura di Glauco Viazzi e Vanni Scheiwiller, Scheiwiller, Milano 1967-1972 (vol. 3, pp. 139-144).
“Poeti italiani del XX secolo”, a cura di Alberto Frattini e Paolo Tuscano, La Scuola, Brescia 1974 (pp. 118-122).
“Dal simbolismo al déco”, a cura di Glauco Viazzi, Einaudi, Torino 1981 (tomo secondo, pp. 341-346).
“Otto secoli di poesia italiana”, a cura di Giacinto Spagnoletti, Newton Compton, Roma 1993 (pp. 593-594).

Testi
MISTERO

Guardo. La notte, azzurramente pura,
sparsa di stelle, ha un intimo chiaror.
Splendi, o gran tempio della dea Natura,
coi mille e mille lampadarii d’òr!

Guardo: e il mio petto si sgonfia e sospira.
Qual nuova ambascia, qual ansia m’opprime?
(Nell’ombra, intorno, un fremito s’aggira:
scuoton, sognando, gli alberi le cime. )

Onde un’arcana tristezza in quest’ora
mistica, o notte, m’invade così?
Su dall’ ignoto per certo vapora:
non aspra; vaga e sottile, bensì.

Tacitamente vaporan le brume
della tristezza da ignoti recessi.
(Che piange là, fra i pioppi, il cupo fiume?
chiede alla luna i tremoli riflessi?)
L’anima sogna. O profonda e silente
notte, ove annega per gli occhi il pensier,
come in quest’ora più acuta si sente,
più vana l’ansia del grande mister!

Passa sul volto agli umani in quest’ora

forse col vento notturno il mistero.

(Trema ogni stella, come quando sfiora

un’ala lieve la fiamma d’un cero.)

Passa: ed un’ eco di cose lontane

— d’un’altra vita che forse già fu? —
simile a un fioco rombar di campane,

desta la valle del cuore, laggiù…

Silenzio immenso. L’aria ha blandimenti

trepidi e guizzi l’acque: sulla riva

del fiume stan gli alberi immoti, intenti.
È nelle cose come un’ ansia viva.
Guardo a quei neri monti. Ed ecco nastri
d’argento, a un tratto, sulle sommità.
S’alza la luna: impallidiscon gli astri.
Oh gemmea luce! Oh gran serenità!
(da “L’arcobaleno”)