Con il 2016 LietoColle consolida la sua attenzione per le nuove tendenze della poesia  internazionale e mondiale. L’imminente uscita del quadernario pone infatti, nello spazio dedicato alla poesia d’oltre confine, il fucos sulla Polonia, protagonista indiscussa del panorama letteraio Europeo degli ultimi vent’anni. Polonia e Italia naturalmente; si alterneranno per l’Italia, com’è tradizione degli Almanacchi LietoColle, a già consilidate personalità poetiche,  nuove e a volte nuovissime voci. Vi proponiamo in anteprima i primissimi Marco Bini e Adam Zagajewski. Quali saranno i prossimi? scopritelo nei prossimi giorni.a

 

gli assaggi

 

 Julian Kornhauser

JulianKornhauser

nato nel 1946, poeta, scrittore, critico letterario, saggista, traduttore, pro-fessore di letteratura presso l‘Università Jagiellonica di Cracovia. Uno dei più importanti rappresentanti del movimento degli anni ‗70 Nowa Fala (Nuova Ondata) nella letteratura polacca.

Bambini

sono più saggi di noi
sanno tutto
perfino il nulla ha per loro il colore della castagna
vedono le montagne dove noi non le vediamo
i mari si infrangono quando non si sente nulla
cercano di farsi strada tra i loro dentini storti
le parole sconosciute
tra le unghia sporche vi è in agguato la paura
e un’indicibile avventura
quando corrono
le loro scarpette troppo grandi schiamazzano
e i capelli si attaccano al vento
quando tacciono
nei loro occhi c’è così tanta matura nostalgia
si arrampicano sulle punte delle dita
per toccare cosa non si può
cercano di fare la lotta con i divieti
per poter differenziare lo scherzo dalla paura
a volte giacciono silenziosamente per terra
pronunciano strani incantesimi
e allora un bicchiere cade dalla tavola
si apre la finestra
e la matita colorata scivola piano sulla carta da parati bianca

 

Mario Santagostini

santago

Mario Santagostini è nato a Milano, dove ha sempre vissuto, nel 1951. Ha pubblicato, tra l‘altro, Uscire di Città (Ghisoni, 1972, Stampa, 2012) Come rosata linea (Società di poesia, 1981) L‟Olimpiade del ‟40 (Mondadori, 1994), Nuove Poesie (NEM 1999) L‟idea del bene (Guanda, 2001), Versi del malanimo (Mondadori 2007), A. (Lietocolle (2010), Felicità senza soggetto (Mondadori, 2014). Ha scritto il saggio Il Manuale del poeta (Oscar Mondadori). Ha tradotto dal latino e dal tedesco. Ha collaborato alle pagine letterarie di vari quotidiani.

(Una donna incontrata molti anni fa mi scrive. O forse simulo che lo
faccia e riferisco l‘ultima parte. La risposta, in ogni caso, è mia)

(…)
Come altre che nemmeno hai visto,
non ti ho amato.
Sono passata nella tua vita.
Male e controvoglia, ma sono passata.
Non ci vedremo più.
Dopo anni, parli come chi è stato
appena lasciato solo
e non sa ricavarne nessun bene,
o non ancora.
Lo farà qualcun altro, o lo ha già fatto: così
l‘universo aiuta gli incompiuti.
Sei felice lo stesso?

-Si.

Damiano Scaramella

scara

È nato a Palestrina (Roma) nel 1990. È laureato in Lettere moderne a Roma e in Filologia moderna a Milano, dove attualmente vive. Ha tenuto letture a Roma, Milano, Bologna, Modena, Bagnoregio e Catania. Ha vinto il Premio U29 del PoesiaFestival di Modena nel 2013. La sua prima raccolta è in uscita nel 2017. Ha pubblicato su riviste cartacee e online. Come saggista ha curato il volume Ho sognato il vostro tempo (il Saggiatore, 2014), e pubblicato, tra gli altri, Odissea di luce (in Parola e mistero, Metauro, 2014). È redattore editoriale presso il Saggiatore e dirige il blog il Saggiatore Poesia.

Entrate. Venite a guardare.
La casa è vuota. Il corpo
è stato trascinato a quattro braccia
per le scale – si vedono segni di lotta,
di furia agonistica tra il peso del morto
e le piccole falangi dei becchini.

Ora restano solo i fantasmi, i sanguinosi
e timidi che fanno capolino tra i tendami.
Bisogna chiedergli adesso, avere lo stomaco
di parlare con loro.

Greta Rosso

gretarrrr

È nata a Casale Monferrato nel 1982. Vive a lavora a Bormio.Ha pubblicato Cronache Precarie (Aìsara, 2009), In assenza di cifrari (LietoColle 2012) e Manuale di insolubilità (LietoColle-Pordenonelegge 2015). Sue poesie sono apparse nei siti internet Nazione Indiana, Absolute Poetry, Imperfetta Ellisse, Viadellebelledonne, Poetarum Silva, Words Social Forum, e nelle riviste cartacee Il Foglio Clandestino, Le Voci della Luna e Smerilliana.

la visuale è slittamento è carrellata è
un viso magro che scruta gli interstizi
non vedi quei quadri di vita vissuta di
amici di forse anche neve e vento non
osi chiamare le cose col nome che è
loro proprio è una frazione di secondo
il baratro fra il pensare e l‘atto che tu
non compi e si riversa su di te e ora sei
senza scampo: vivere è una slavina e
nulla puoi prevedere.

Anna Maria Farabbi

Farabbi

Poeta narratrice saggista traduttrice. Tra le sue ultime pubblicazioni, ricordiamo nel 2013: per la poesia Abse; per la narrativa: leièmaria; per la narrativa ragazzi Caro diario azzurro; per il teatro: la morte dice in dialetto da Rossopietra. Nel 2014 è uscito per la saggistica: Perugia, Unicopli; Nel 2015, per Terra d’Ulivi ha curato l’opera postuma di Claudia Ruggeri, Uovo in versi e, ugualmente postuma, Erotica di Maria Grazia Lenisa per Lietocolle. Nel 2016 ha curato e tradotto Louise Michel, Se questo è il potere, io sono anarchica, ha inoltre curato l’opera Duse.

la prima poesia     della consapevolezza

lo so che prima di me     più forte di me     canta
un anonimo poverissimo filo dell’himalaya
con le sue facce volatili stracciate

ma il mio fiato sensuale segna l’aria
e prima di evaporare     tocca

Stanisław Barańczak

Barańczak

Stanisław Barańczak (Poznań 1946 – Newtonville, Massachussets 2014). Esordisce come poeta alla metà degli anni Sessanta, contribuendo in mi­sura ragguarde­vole, pure come penetrante critico letterario, al raggruppa­mento poetico “Próby” (Prove) di Poznań e quindi alla galassia delle nuove tendenze cul­turali e poetiche del movimento contestatario “Nowa Fala” (Nuova On­data). È stato anche traduttore mirabile.

7.11.79: Mai davvero

Mai davvero patii il freddo, mai
mi hanno divorato i pidocchi, mai provai
vera fame, umiliazione, timore per la mia vita:

mi chiedo a volte, con che diritto io scriva

 

Ewa Lipska

Lipska

Nata a Cracovia nel 1945. Esordisce assai presto come poeta, ancora studentessa liceale, nel 1961. Nel 1964 esce sulla rivista “Życie Literackie” la poesia My (Noi), amara autobiografia di una genera­zione, la sua, la prima generazione del dopoguerra, lucidamente avvertita senza storia, cresciuta e educata coi soli modelli della “Piccola Stabilità” degli anni seguiti all’Ottobre polacco.

Noi

Noi – classe del dopoguerra spalancata al mondo –
nella sazia agiatezza del nostro corpo
leggiamo Sartre e le rubriche telefoniche.
Ponderiamo attentamente ogni terremoto.
Noi. Classe del dopoguerra uscita da cheti vasi da fiori.
Tirata fuori da incontestabili conti statistici.
Non udita nel frastuono degli inizi.
Sofferente d’insonnia e a falena simile.
Designata a concentrarsi su.

Ai nostri giorni conducono porte rugginose.
Scale sopravvissute all’allevamento di canarini.
Cascata di passi. Funerale con orchestra. E il grido di pignatte in frantumi.

Scendiamo piano. Molto piano. Con la gravità d’un albero.
Le sette del mattino forse. Troppo preciso matura il giorno
e prende talora il sapore d’una mela che marcisce.
Gente la più diversa corre fuori d’impeto.
Da scale. Androni. Alberghi. Dalle labbra. Laggiù e qui.
Imprecano. Si fermano pagati nei parcheggi.

Noi, invidiamo quelli
che in alti stivali allacciati
passarono attraverso la guerra.
Gli invidiamo
le notti con parsimonia a briciole
ripartite tra gli elmi spossati.
Gli spari come fuochi artificiali portati alla bocca.
Le volgari commozioni per l’improvvisa salvezza.

Maddalena Bergamin

Bergamini

È nata a Padova nel 1986 e vive a Parigi. È dottoranda alla Sorbonne, dove insegna lingua e civiltà italiana. Si occupa di poesia femminile contempora­nea. In poesia, ha pubblicato Comunque, la pioggia (Perrone, 2007). La sua seconda opera, intitolata Scoppieranno anche queste stagioni, è inclusa nel XII Quaderno di poesia contemporanea (Marcos y Marcos). Un suo studio sulla poe­sia di Lidia Riviello è apparso in Quaderni del Novecento XIV. Parole, immagini, serialità. 2014.

Era certo che il dolore fosse
femmina, molto prima di partire
per Parigi, lo si vedeva già dal trucco
che colava sulla faccia resa nera, anche dai tacchi
si capiva, conficcato e rabbioso, dal capriccio
della bambina. Lama, tagliola, collasso del vetro
da scheggia ferita, calamita: abito da sera
il dolore è un’isterica catena

 

Adam Zagajewski

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Adam Zagajewski (Leopoli, 21 giugno 1945) è un poeta, scrittore e saggista polacco. Residente a Parigi dal 1981 al 2002, poi trasferitosi a Cracovia, è insegnante di letteratura presso la University of Chicago. In Italia sono usciti presso Adelphi un volume di prose, Tradimento (2007) e l’antologia poetica Dalla vita degli oggetti (2012).

 

I poeti sono dei presocratici

I poeti sono dei presocratici. Nulla comprendono.
Attentamente ascoltano il bisbiglio dei vasti fiumi di pianura.
Ammirano il volo degli uccelli, la pace dei giardini suburbani
e i treni ad alta velocità, che corrono dritti fino all’ultimo respiro.
L’odore del fresco pane caldo proveniente dal panificio
fa sì che essi si arrestino sul posto,
come se si ricordassero di qualcosa di molto importante.
Quando  balbetta  il  ruscello  montano,  il  filosofo  s’inchina

all’acqua
[selvaggia.
Le bambine giocano colle bambole, un gatto nero attende
[impazientemente.
Silenzio sui campi in agosto, quando volano via le rondini.
Anche le città hanno i loro sogni.

Vanno a passeggio per strade di campagna. La strada non ha fine.
A volte regnano e allora tutto s’immobilizza
– ma il loro dominio non dura a lungo.
Quando  fa  la  sua  apparizione  l’arcobaleno,  l’inquietudine

svanisce.
Nulla sanno, ma annotano singole metafore.
Congedano i defunti, le loro labbra si sommuovono.
Guardano i vecchi alberi rivestirsi di verdi foglie.
A lungo tacciono, e poi cantano e cantano, finché non scoppia

la gola.

 

Marco Bini

Bini

È nato a Vignola nel 1984. Si è laureato in Lettere moderne all’Università di Bologna. Nel 2011 suoi testi appaiono nell’antologia La generazione en­trante (Ladolfi editore) ed esce il suo primo volume di poesie dal titolo Co­noscenza del vento (Ladolfi editore), con il quale consegue diversi riconosci­menti. Nel 2013 autoproduce la plaquette Posto unico. Redattore della rivista «Atelier», per la versione online traduce dall’inglese poeti stranieri. Nel 2015 appare nell’antologia Post ‘900 (Ladolfi editore) ed esce il suo secondo libro di poesie, dal titolo Il cane di Tokyo (Perrone).

 

C’è una macchia di umido in soffitta
che dallo spigolo si sparge germinando braccia
pronte ad aggredire tutta intera la stanza.
Andrà ripulita un giorno di questi,
triturata la vernice scrostato l’intonaco fino alla pietra
quasi a intuirne la guaina che tiene a bada estati
e inverni e che a ogni tempesta un poco si sfalda.
Dalla sua teca di plastica da venticinque anni
senza un nome l’orsetto con gli occhietti
la controlla, nebulosa pronta a divorarsi
un universo di accumulo e archiviazione.

Assiste per destino alla sua espansione;
piccole mani non ne afferreranno il peluche
dei fianchi in una foto appartenente
quasi certamente a una dimensione parallela.