Nicola Moscardelli (Ofena 1894 – Roma 1943) è stato un poeta, un prosatore ed un saggista italiano. I suoi versi iniziali si può ben dire che siano ispirati al crepuscolarismo; successivamente Moscardelli si avvicinò alla poetica futurista e, in parte, risentì dell’influenza vociana. Nella parte più matura del suo fare poetico si notano invece uno spiccato misticismo ed una tendenza a sottolineare l’aspetto più sofferente della vita umana.
Opere poetiche

“La Veglia”, Unione Arti Grafiche, L’Aquila 1913.

“Abbeveratoio”, Libreria de «La Voce», Firenze 1915.
“Tatuaggi”, Libreria de «La Voce», Firenze 1916.
“Gioielleria notturna”, Studio Editoriale Lombardo, Milano 1918.
“La mendica muta”, Vallecchi, Firenze 1919.
“L’ora della rugiada”, Carabba, Lanciano 1924.

“Le grazie della terra”, Carabba, Lanciano 1928.
“Il Ponte”, Al Tempo della Fortuna”, Roma 1929.
“L’aria di Roma”, Buratti, Torino 1931.
“Foglie e fiori”, Modernissima, Roma 1938.
“Canto della vita”, Vallecchi, Firenze 1939.
“Punti cardinali”, Ticci, Siena 1941.
“Dentro la notte”, Il Sentiero dell’Arte, Pesaro 1942.
“Tutte le poesie”, Ianieri, Pecara 2007.

Presenze in antologie

“Poeti d’oggi: 1900-1925”, 2° edizione, a cura di Giovanni Papini e Pietro Pancrazi, Vallecchi, Firenze 1925 (pp. 712-714).
“Le più belle pagine dei poeti d’oggi”, 2° edizione, a cura di Olindo Giacobbe, Carabba, Lanciano 1928 (vol. 5, pp. 91-103).
“La nuova poesia religiosa italiana”, a cura di Gino Novelli, La Tradizione, Palermo 1931 (pp. 269-275).
“Antologia della lirica contemporanea dal Carducci al 1940”, a cura di Enrico M. Fusco, SEI, Torino 1947 (pp. 297-299).

“Antologia della lirica italiana. Ottocento e Novecento”, nuova edizione, a cura di Carlo Culcasi, Garzanti, Milano 1947 (pp. 360-361).
“L’antologia dei poeti italiani dell’ultimo secolo”, a cura di Giuseppe Ravegnani e Giovanni Titta Rosa, Martello, Milano 1963 (pp. 757-762).
“Le cinque guerre: poesie e canti italiani”, a cura di Renzo Laurano e Gaetano Salveti, Nuova Accademia, Milano 1965 (p. 66).
“I crepuscolari”, a cura di Nino Tripodi, Edizioni del Borghese, Milano 1966 (pp. 491-497).
“Dal simbolismo al déco”, a cura di Glauco Viazzi, Einaudi, Torino 1981 (tomo secondo, pp. 545-550).
“I poeti italiani della «Voce»”, a cura di Paolo Febbraro, Marcos y Marcos, Milano 1998 (pp. 182-184).
“Le notti chiare erano tutte un’alba”, a cura di Andrea Cortellessa, Bruno Mondadori, Milano 1998 (p. 372).
Testi
LA TORRE VIOLA
(Una piccola stanza disadorna, sulla cui soglia muoiono i rumori, quasi spaventati dalla solitudine che li attende, C è una finestra che dà forse sul mare, spenta. Una mezz’ombra vagola come un gatto per i vani: come uno se ne colma, l’altro si vuota. Flusso e riflusso senza rumore.
Nell’ infinito del mondo, fermiamoci fra queste quattro mura, dove il soffio dell’esterno giunge assopito come un vento che ha passato il mare e l’ha addomesticato, stancandosi. A poco a poco, proiettate dall’ardore dell’anima che si esprime, compaiono Mimma, Ottavio e Arturo : spiriti d’ogni tempo e d’ogni età. La luce della loro lampada ha cambiato colore ed essi credono sia spenta. Le parole che si concedono sono come colpi di selce contro l’abete secco: e il loro parlare li rivela fanciulli intatti non ancora arsi dalle crude stagioni della vita).
(Da “La mendica muta”)
dal blog I libri de la stanza ascosa di Leonardo Bizzarri