Per il bimbo, amante di mappe e di immagini,
l’universo eguaglia la sua fame immensa.
Com’è grande il mondo alla luce delle lampade!
E piccolo, invece, agli occhi del ricordo!

Partiamo all’alba, con il cervello ardente,
il cuore gonfio di rancore e di desideri amari,
e andiamo, docili al ritmo delle onde,
cullando l’infinito nostro sul finito dei mari:

alcuni sono lieti di fuggire la patria infame;
altri l’orrore dei natali; altri ancora,
astrologhi annegati negli occhi di una donna,
la Circe tirannica dagli insidiosi profumi.

Per non essere mutati in bestie, s’inebriano
d’aria e di luce e di cieli infuocati;
il gelo che morde e i soli che abbronzano,
lentamente cancellano la traccia dei baci.

Ma viaggiatori veri sono quelli che partono
solo per partire; cuor leggero, simile
ad un palloncino, mai dal proprio fato deviano,
e dicono “andiamo” ma il perché lo ignorano.

Son quelli con desideri a forma di nuvole,
e sognano, come con il cannone fa la recluta,
dei piaceri vasti, sconosciuti, mutevoli,
dal nome ignoto da sempre all’umano spirito.

foto: Guus Vuijk-Cube house eagle, 2009

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