Nel fiume di Eraclito
un pesce pesca i pesci,
un pesce squarta un pesce con un pesce affilato;
un pesce costruisce un pesce, un pesce abita in un pesce,
un pesce fugge da un pesce assediato.

Nel fiume di Eraclito
un pesce ama un pesce,
i tuoi occhi brillano – dice – come pesci nel cielo,
voglio nuotare con te fino al mare comune,
o tu, la più bella del banco.

Nel fiume di Eraclito
un pesce ha immaginato il pesce dei pesci,
un pesce si inginocchia davanti a un pesce, un pesce
canta al pesce
e chiede al pesce un nuotare più lieve.

Nel fiume di Eraclito
io pesce singolo, io pesce distinto
(non fosse che dal pesce albero e dal pesce pietra)

scrivo in particolari momenti piccoli pesci
con scaglie così fugacemente argentate
da essere forse un ammiccare imbarazzato del buio.

foto: Bodil Hegnby Larsen-Quanti pesci, 2008

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