Sempre necessaria l’apertura alla poesia quando va a cogliere creature da luoghi lontani, poco praticati, poco letti, poco studiati.

La penna lirica di Merilaas è consacrata in Estonia ma raggiunge l’Italia con voce quasi sconosciuta. Ci nutre per la sua intensa aderenza al paesaggio nella sua scansione ciclica stagionale. Mancano del tutto nostalgia e sentimentalismo. Il battito autobiografico apre, infatti, a una riflessione esistenziale acuta e consapevole.  Amara, ma in grado di cogliere la bellezza creaturale vegetale. L’asciuttezza sobria del segno risponde a notevole maturità interiore.

Testo originale a fronte.

 

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