Il quadro vicino al drappeggio di broccato
È un Delacroix. Questo si chiama divano,
non canapè: e questo coso è un sofà.
Nota le gambe intagliate.
Metti il tarbush. Annusa il sughero bruciato
Che sta sotto i tuoi occhi. Sistemati la tunica, così.
Ora la fascia di seta rossa, ed è Parigi: aprile 1934.
Una Citroen nera aspetta sul bordo del marciapiede.
I lampioni sono accesi.
Da’ l’indirizzo all’autista, ma digli
Di non correre, che hai tutta la notte.
Quando arrivi la’, bevi, fa’ l’amore
Balla lo shimmy e la beguine.
E quando il sole sorge sul quartiere
La mattina dopo e quella bella donna
Che hai avuto e avuto per tutta la notte
Ora vuole venire a casa con te,
sii tenero con lei, non far nulla
di cui dopo dovrai pentirti. Portala a casa
con te nella Citroen, lascia che dorma
in un letto come si deve.
Lascia che si innamori di te e tu
Di lei e poi…qualcosa: alcol,
un problema di alcol, sempre l’alcol…
quello che veramente hai fatto
e a qualcun’altra, quella
che volevi amare fin dall’inizio.

Pomeriggio, agosto, il sole picchia sul cofano della Ford polverosa
Parcheggiata sul vialetto di casa tua, a San Jose.
Sul sedile davanti una donna
Che si copre gli occhi e ascolta
Una vecchia canzone alla radio.
Stai lì sull’uscio e guardi.
Senti la canzone. E’ tanto tempo fa.
Stai cercando, col sole in faccia.
Ma non ricordi.
Onestamente non ricordi

 

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