In queste sere il tuo profilo non ha una linea decisa
poiché non c’è confine nel tuo sembiante
per l’inizio del tuo sorriso,
ma di colpo è sulla tua bocca e non si sa come vi filtra
e quando va via non si può dire se sia ancora lì,
come la tua parola, di cui non udii mai la prima sillaba
come non finii mai di udire quello che dicevi,
perché sei così vicina in questa lontananza
che è vano domandare quando venne il tuo venire,
giacché ora mi sembra che tu sia stata qui sempre
con questa voce eterna, questo sguardo continuo,
con il contorno incorruttibile della tua guancia.

foto: Alessandro Lobianco-L’occhio immenso

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