(…) Quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. Voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare. Quando il bambino era bambino, non sapeva d’essere un bambino. Per lui tutto aveva un’anima, e tutte le anime erano tutt’uno. Quando il bambino era bambino, su niente aveva un’opinione: non aveva abitudini, sedeva spesso a gambe incrociate e di colpo sgusciava via. Aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.
Quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed è ancora così. Quando il bambino era bambino le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere; ed è ancora così. Le noci fresche gli raspavano la lingua, ed è ancora così. A ogni monte sentiva nostalgia di una montagna ancora più alta, e in ogni città sentiva nostalgia di una città ancora più grande; e questo è ancora così. Sulla cima di un albero prendeva le ciliegie tutto euforico, com’è ancora oggi. Aveva timore davanti a ogni estraneo, e continua ad averlo. Aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla. Quando il bambino era bambino lanciava contro l’albero un bastone, come fosse una lancia, che ancora continua a vibrare (…).

foto: Wim Wenders-Il cielo sopra Berlino

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