(…) Non esistono buone influenze. Ogni influenza è immorale, per lo meno da un punto di vista scientifico.
Perché? Perché influenzare qualcuno significa dargli la propria anima. Egli non pensa più ai suoi naturali pensieri, non arde più delle sue naturali passioni, non ha più le sue reali virtù. I suoi peccati, se pure vi è qualcosa che può essere chiamato peccato, sono di accatto. Egli diventa l’eco della musica suonata da un altro, l’attore di una parte che non è stata scritta per lui. Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta attuazione della nostra natura: è questa la ragione di essere di ognuno di noi. Oggi gli uomini hanno paura di sé, hanno dimenticato il più alto di tutti i doveri, quello che abbiamo verso noi stessi. Naturalmente sono caritatevoli, nutrono chi ha fame e vestono gli ignudi. Ma la loro anima muore di inedia e di freddo. Il coraggio ha abbandonato la nostra razza, e forse non lo abbiamo mai realmente avuto. Il terrore della società, che è alla base della morale, il terrore di Dio, che è il fondamento della religione: ecco le due leggi che ci dominano. E tuttavia credo che, se ognuno potesse vivere pienamente e compiutamente la propria vita, dar forma ad ogni sentimento, espressione ad ogni idea, realtà ad ogni sogno, il mondo accoglierebbe un così puro flusso di gioia da dimenticare tutte le malattie del medievalismo e tornare all’ideale ellenico, anzi, forse a qualcosa di più sottile e prezioso di quello stesso ideale (…).

foto: Oliver Parker-Il ritratto di Dorian Gray

[button link=”http://www.lietocolle.com/cms/?page_id=4631″ color=”orange” size=”small” target=”_self” animation_type=”0″ animation_direction=”down” animation_speed=””]ARCHIVIO[/button]