Distanza
per osservare meglio la linea
e il volume
distinguere la trama
e le sfumature,
scoprire le velature
e la rotondità dei tratti.
Ancora distanza
per non soccombere all’occhio
delle tempeste
per non perdersi nel minuto
né cadere nelle fenditure della superficie.
Distanza, ancora
per sopravvivere a quello vissuto
trovare la libertà
i sedimenti utili.
Distanza
che è soltanto ponte
tra quello che succede
e lo sguardo
che scruta sereno, calmo
e trova la sua risposta
senza fretta né prigioni.

Foto: Guillaume Legraverend-Gray and colors, 2010

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