Forse mi stancherà
la tua grammatica,

essere lì a bramare
il rombo del verbo o la soffice
carne della pura vocale
nei mattini in cui inciampo
nel paesaggio
dei tuoi implacabili nomi

e può darsi ch’io rimpicciolisca
proprio il torace
in cui una volta cercavi rifugio

che rosicchi l’inflessibile nervo
delle norme ancestrali
tenga il broncio
ritorni immatura
ti dica fanculo
arrangiati
solo per rompere
le simmetrie della tua famiglia
del tuo DNA.

Forse un giorno
vorrò solo
di più
del tuo lascito di punti e virgole
qualcosa di più estremo
silenzioso.

Ma anche se giro pagina
per prima,
sappi che sono
stropicciata
sporca
confusa
come te
e allo stesso modo innamorata.

foto: Christiane Vleugels-La Boheme

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