Lo vedo là in una notte come questa ma fresca, con la luna che soffia attraverso strade nere. Cena e ritorna nella sua stanza. La radio è sul pavimento. Il suo luminoso  quadrante verde gracchia sommessamente Si mette al tavolo: la gente in esilio scrive così tante lettere. Ora sta piangendo. Ogni notte, intorno a quest’ora indossa la sua tristezza come un abito e continua a scrivere. Nel tempo libero insegna a se stesso la lingua locale (dei Geti) per comporre un poema epico che nessuno leggerà mai.

(Toronto, 1950), Sesto dei trentuno Short talks contenuti in Plainwater (Knopf, New York 1995)

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