lietocolle duemiladiciassette – Angela Caccia “Piccoli forse”

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lietocolle duemiladiciassette – Angela Caccia “Piccoli forse”

Un lungo tempo di lavoro, di gestazione e di volontà ha portato Angela Caccia alla vitalità profonda di versi come questi: (…) Il cielo brucia più /dell’inferno (…), (…) Ha piccoli passi /questa sera d’abissi (…), (…) Il giardino delle rose /piccola grammatica /per gente semplice (…), e altri che in questa raccolta – nel viaggio tra ritorni e sguardi ancora al largo – offrono e interpretano una tensione poetica finalmente più certa, più cosciente e meno agitata a raggiungere, per stratagemmi più che per virtù interna, i risultati attesi e desiderati.
Intendo che la voce di Angela – per chi la segue da tempo – appare qui più certa, quasi in apparente contrasto con la sospensione suggerita dal titolo della raccolta.
Si tratta esattamente di una forza che la poesia, intesa come sguardo inquieto e mai vago al mondo e alla propria vita, oppone alla ipotetica serie dei piccoli forse come pure sospensione dubitosa, facendola diventare la quiete delle accettate possibilità.

 

dal ramo del giorno che – inavvertito –
si fa alto, il tuo sguardo viene a poggiarsi
sulle mie palpebre di sale fino

dietro, pupille agitate – lunghi
corridoi dove ti chiamo, dove
ti cerco e non ho voce udibile –

nascosto e vicino, un tuo fiato
mi dice del bene (allora io dormo,
torna placido l’involto sonno)

*

il cielo brucia più forte dell’inferno
e amarci ora sarà immunizzarci
da tutto e per sempre

(fosse tua la perdita, o mia, mi abituo
a declinare la parola morte, denominatore
che non fa sconti a chi resta)

non chiedermi il perché
di questi adombramenti
il vento – a volte – ha carezze tristi

 

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17 maggio 2017|