di Roberto Deidier

Leggo Pressioni, il libro di Luca Minola che Maurizio Cucchi ha accolto nella sua collana «I Giardini della Minerva», per le edizioni LietoColle. Così Cucchi ci introduce a questo poeta: «La luce parrebbe porsi come un elemento strenuamente ricercato nella poesia di questo giovane autore di cui emergono, già a prima lettura, la capacità di controllo stilistico e formale, la sobrietà del linguaggio, il desiderio di penetrazione di un reale sempre incerto, ambiguo, oscillante». È quanto si potrebbe dire di molti altri autori della generazione di Minola, che  Cucchi da tempo monitora con attenzione. Ma questo autore non ha timore di tornare a esibire, al contrario dei suoi coetanei, referenti chiari e non certo prossimi, come Montale e Porta rievocati in epigrafe, ad apertura di libro. È un viatico interessante – e importante – non solo per comprendere Pressioni, ma anche per ristabilire un contatto, consapevole e privilegiato, con la poesia del Novecento, spesso letta come un serbatoio a cui attingere, nel migliore dei casi… continua qui