Io so di poterlo accettare il vuoto,
quest’assenza tutt’intorno:
dalla corteccia cariata dal tempo
alla foglia che mi circonda
l’artiglio della parola:
questo bisturi selvatico che mi contiene
lingue mute del verso
sul pulsare del cielo
con la sua bocca sporta al sole
come un dio tornato pieno di parole.
È salvezza
questa bestia che mi compete
bagnata di midollo,
sfinito dal grido mortale
di seni vigili alla preghiera
di boschi gonfi di respiro
per un universo addosso
la perla nell’occhio