Villalta, telepatia in versi nella collana Gialla Oro edita da Pordenonelegge

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Villalta, telepatia in versi nella collana Gialla Oro edita da Pordenonelegge

di Mary B. Tolusso

«Pordenonelegge, da sempre, sostiene molto la poesia – dice Gian Mario Villalta – il Festival si è sempre occupato di questo genere letterario, anche al di fuori degli eventi ufficiali. Abbiamo iniziato alcuni anni fa con il censimento dei poeti under 40, poi è stata la volta del “Questionario” e da due anni, grazie alla collaborazione con Michelangelo Camelliti di Lietocolle, abbiamo realizzato i volumi della Collana Gialla, dedicata ai ragazzi, non solo esordienti. Il prossimo anno infatti sono previsti due libri di poetesse piuttosto conosciute come Azzurra D’Agostino e Francesca Serragnoli”.

La collana gialla è destinata ai giovani, a cui ora si affianca un’altra serie chiamata “Oro”, per i poeti affermati. «Il programma della Gialla era triennale – spiega Villalta -, quindi proprio in questo periodo con l’editore abbiamo fatto il punto della situazione. Non solo eravamo soddisfatti dei risultati, ma è nata appunto l’idea di raddoppiare, cioè di realizzare una nuova serie per poeti già noti. L’esperienza di collegare l’attività di Pordenonelegge per la poesia a quella della proposta e promozione di libri di poesia pareva aver funzionato, creando nuovo humus per ulteriori progetti tesi ad accomunare, anziché dividere, la società poetica. La nuova collana contemplerà quattro libri l’anno, tra cui uno con traduzione a fronte in lingua straniera, in questa prima serie sarà il libro di Gaia Danese con versione spagnola di Juan Carlos Reche».

Oltre alla raccolta “Telepatia” di Villalta, la serie Oro proseguirà con Maria Grazia Calandrone, Luciano Cecchinel e Gaia Danese».

Tra poco inizierà il tormentone estivo della poca diffusione della poesia, ma questa collana conferma il contrario. Insieme alla nuova serie dedicata al verso di Marcos y Marcos, il Saggiatore, Feltrinelli. «In realtà l’editoria in questi ultimi anni – secondo Villalta – ha spinto sul rapporto tra produttore e consumatore, formula che equipara il libro a qualsiasi altro prodotto del mercato. Si è creato così un sistema non sempre capace di autoalimentarsi, come dire che il libro, per il consumatore medio, non è una cosa necessaria come un sapone. In tal senso il mondo della poesia, per quanto sgangherato e ingiustificabile nei suoi difetti, ha però la caratteristica importante che chiunque si agirà in quel territorio non è soltanto un “consumatore”, ma nutre un interesse particolare rispetto al libro, si muove, osserva, sceglie. E questa è una differenza fondamentale per alimentare e sostenere quello che è il “mercato” della poesia, è un campo che merita attenzione, con le debite differenze di numeri di vendita. Ma è anche vero che oggi romanzi pubblicati da grandi case editrici vendono meno di parecchi libri di poesia».

L’idea della Gialla sarebbe quella di accogliere tutto ciò che piace e sorprende, senza alcun tipo di formula, linea o scuola. «Naturalmente però abitando la collana due anime – Pordenonelegge e Lietocolle – le predisposizioni sono diverse. C’è chi è più legato a una linea editoriale,

come il Festival, e chi come l’editore più predisposto alla sperimentazione. In conclusione lasciamo aperte tutte e due queste possibilità e dopo lunghe discussioni cerchiamo di controbilanciarci, di darci un limite rispettivo per riuscire a realizzare i libri».

25 Giu 2017|