Sporcare per dare un ordine al caos
è già paradosso, sgorgare per dare
senso a una vita in comune
non è un dilemma. Sul versante
della dissacrazione l’azione non è riuscita,
più sobria sarebbe la candida
espressione del tutto si muove come l’autore
vuole o toccare altri tasti, da questo
(“questo”, all’infinito) l’errore.

La finzione è già del bambino che gioca
e attraversa il suo tempo.

Foto: Ursula Abresch-Controlled chaos

Archivio